C’è stato un momento in cui abbiamo tutti (o quasi) approfittato delle detrazioni fiscali facendo dei lavori di ristrutturazione. Dentro casa gli operai abbattevano i muri dei nostri salotti, mentre fuori altri operai rifacevano le nostre facciate. E ora in che momento siamo? In quello del bonus ristrutturazioni. Vediamo quali sono e come possiamo approfittarne. 

Cos’è il bonus ristrutturazioni 2023

Il bonus ristrutturazioni 2023 è un’agevolazione fiscale per chi ha intrapreso (a partire dal 26 giugno 2012) o deve ancora intraprendere (entro comunque il 31 dicembre 2024) dei lavori per ristrutturare la propria casa o il proprio condominio.  

Se per i lavori spendiamo un massimo 96 mila euro (nel caso dei condomini, per ciascuna unità immobiliare), possiamo beneficiare di uno sconto del 50 % sull’Irpef, ovvero la tassa che paghiamo tutti, o meglio chiunque percepisca un reddito. 

A meno che non ci siano modifiche a livello legislativo, dal primo gennaio 2025 il limite di spesa passerà a 48 mila euro e la detrazione tornerà alla solita misura del 36%. Ma non è finita qui. 

Il Superbonus 2023

In aggiunta a queste agevolazioni c’è anche il Superbonus. Forse perché composto da due parole ghiotte come super e bonus, forse perché lo abbiamo già sfruttato in passato e quindi ne conosciamo le virtù… in ogni caso il Superbonus fa gola. 

Era stato introdotto nel 2020, in piena pandemia, quando il governo aveva deciso di rilanciare il settore dell’edilizia e concederci il lusso di ristrutturare le nostre case. Ed aveva senso, visto che in lockdown le avevamo consumate parecchio. 

Di anno in anno il Superbonus è stato poi prorogato con diverse modifiche fino ad oggi, che permette di usufruire di una piena detrazione fiscale (pari al 110%) per la realizzazione di alcuni interventi specifici. Parliamo dell’installazione dei pannelli fotovoltaici, dell’eliminazione di barriere architettoniche, di costruzioni antisisma e altre tipologie di ristrutturazione particolari. Insomma, quelle cose per cui se non c’è un incentivo difficilmente faremmo.

Quali sono i lavori di ristrutturazione ammessi dal bonus?

Gli interventi di ristrutturazione che si possono detrarre fiscalmente sono tanti. Tra questi ci sono quelli di ricostruzione degli immobili danneggiati a causa di eventi calamitosi, la bonifica dall’amianto, e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. 

Gli interventi di manutenzione ordinaria, sia sulle parti comuni dei condomini che sui singoli appartamenti, si considerano tali solo se le eventuali parti da sostituire vengono sostituite con altre parti uguali alle precedenti.

Possono essere considerati interventi di manutenzione ordinaria: 

  • il controllo degli ascensori;
  • la sostituzione dei pavimenti o degli infissi;
  • la sostituzione degli intonaci interni;
  • la tinteggiatura delle pareti;
  • l’impermeabilizzazione dei tetti e delle terrazze;
  • la riparazione e la sostituzione delle grondaie o dei camini;
  • la riparazione delle ringhiere, dei parapetti e delle recinzioni;
  • la riparazioni dei balconi, delle ringhiere o delle scale; 
  • la sostituzione dei lucernari.

Questo per quanto riguarda i condomini. Per quanto riguarda i singoli appartamenti, gli interventi di manutenzione ordinaria possono fruire della detrazione fiscale al 50% solo se fanno parte di una ristrutturazione più grande. Ad esempio se demoliamo un tramezzo, facciamo un nuovo muro o dei nuovi bagni, allora anche la tinteggiatura delle pareti può rientrare nel bonus.

Gli interventi di manutenzione straordinaria si differenziano da quelli ordinari poiché le eventuali parti da sostituire possono essere differenti. Parliamo di:

  • realizzazione ex novo o integrazione dei sanitari;
  • installazione dei pannelli solari;
  • rifacimento degli intonaci esterni;
  • sostituzione di persiane o serrande;
  • realizzazione di muri di cinta o cancellate;
  • apertura di nuove porte o finestre;
  • realizzazione di giardini;
  • consolidamento delle strutture portanti dell’edificio;
  • installazione degli ascensori e delle scale di sicurezza;
  • rifacimento di scale e rampe, e tanto altro. 

Chi può beneficiare del bonus ristrutturazioni? E come?

I beneficiari della detrazione al 50% possono essere i proprietari degli immobili su cui si effettuano i lavori, ma anche gli affittuari o i comodatari: in generale tutti coloro che sostengono le spese dei lavori.  

Per usufruire di questo bonus è necessario seguire dei passaggi ben precisi. Tra questi ci sono:

  • avviare una comunicazione di inizio lavori;
  • fare domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;
  • inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno all’Azienda sanitaria locale (se non lo fa il responsabile del cantiere);
  • pagare i lavori tramite un bonifico bancario o postale, dove sono ben descritti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e il codice fiscale o il numero di partita IVA del beneficiario del pagamento;
  • indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile e ogni informazione utile relativa ai lavori effettuati;
  • avere sempre pronti dei documenti come: ricevuta di pagamento dell’Imu, fatture e ricevute fiscali relative alle spese sostenute per la ristrutturazione;
  • delibera dell’assemblea e tabella millesimale per la ripartizione dei lavori. 

Accertatevi comunque presso l’agenzia delle entrate circa tutto quello che dovete fare per essere in regola! 

…E il bonus mobili?

No, non è un sogno. C’è anche il bonus mobili, ovvero la possibilità di avere una detrazione fiscale sull’acquisto dei mobili o dei grandi elettrodomestici. Sempre a condizione, però, che siano stati comprati nell’ambito di una più vasta ristrutturazione. 

Insomma, se prima non avevate voglia di rifare casa, forse ora qualche ideuzza vi è venuta. E magari qualcuno di voi ha già la planimetria sul tavolo. Beh, buon inizio lavori allora!

Credits per le immagini: pixabay.com, NoName_13,  geralt, u_7yf7ox18rs, Willi-van-de-Winkel, AS_PHOTOGRAPHICS, Efraimstochter

Teresa Lucente
Teresa Lucente